Santuario di Montevergine da Mercogliano

Segnaletica orizzontale: mancante/presente/parziale

Segnaletica verticale: mancante/presente/parziale

Dislivello in salita: 700 m

Lunghezza: 9600 m

Durata: 6 ore

Difficoltà: E – Tipologia: AR (Andata e Ritorno)

Avvertenze: Il responsabile dell’escursione si riserva di modificare l’itinerario, o annullare l’escursione, anche senza preavviso, qualora non sussistano, a suo giudizio, le condizioni di sicurezza indispensabili al suo svolgimento come da programma. Si riserva, inoltre, di escludere i partecipanti non ritenuti idonei ad affrontare le difficoltà o che siano insufficientemente equipaggiati.

Equipaggiamento: Abbigliamento da montagna a strati, scarpe da trekking, giacca impermeabile o mantellina antipioggia, copricapo, almeno 2 litri di acqua, utili i bastoncini da trekking.

Prenotazione/appuntamento/come raggiungere il luogo dell’appuntamento: l’appuntamento per partecipare all’escursione sarà comunicato telefonando al numero +393337184174

Toponimi del percorso e relative quote: Mercogliano (570 m) – Santuario di Montevergine (1263 m).

Punti di rifornimento idrico durante il percorso: Nessuno.

Descrizione dell’escursione: Si parte da Mercogliano nel punto indicato sulla mappa. Il Santuario Abbazia di Montevergine fu consacrato al culto mariano nel 1126 dal vescovo Giovanni di Avellino. La fondazione della prima chiesa, tuttavia, è strettamente legata alla figura di Guglielmo da Vercelli, un monaco eremita che, ritornato da un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, decise di fermarsi sul monte Serico, in località Atella, per prepararsi spiritualmente al viaggio in Terra Santa. Ripreso il cammino verso Gerusalemme, Guglielmo giunge a Ginosa, dove incontra Giovanni da Matera, il quale lo invita a rinunciare al pellegrinaggio per portare la parola di Dio nelle terre d’Occidente. Guglielmo continua il suo cammino ma durante il viaggio venne assalito da un gruppo di malviventi e ridotto in fin di vita. Ricordatosi delle parole di Giovanni e dopo una lunga riflessione spirituale, il monaco si ritira in solitudine, dedicandosi alla meditazione. Era l’anno 1118 quando tornato in Irpinia, sente che la volontà di Dio è quella di farlo risiedere su un monte, oggi conosciuto come Partenio, ad una altitudine di oltre mille metri. Con il passare del tempo la fama di santità di Guglielmo si diffuse e sul monte iniziarono ad arrivare uomini desiderosi di seguire gli insegnamenti del santo. L’uomo di Dio in poco tempo divenne la guida di una congregazione di monaci, detta Virginiana, la cui vita era improntata su un rigoroso regime penitenziale, esercizi di preghiera e di carità verso i poveri. Il percorso del ritorno è lo stesso dell’andata.

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